Nel 2025 il panorama degli incentivi fiscali legati all’edilizia continua a evolversi, seguendo una traiettoria ben precisa: favorire la rigenerazione urbana, promuovere l’efficienza energetica e migliorare la sicurezza sismica del patrimonio immobiliare nazionale. Per i professionisti del settore, essere aggiornati su queste agevolazioni e saperle applicare correttamente non è più solo una competenza accessoria, ma un elemento strategico per la sostenibilità economica e ambientale dei progetti. In questo contesto, è fondamentale fare il punto su ciò che è cambiato e su ciò che resta in vigore nel sistema di detrazioni e bonus fiscali attualmente disponibili.
Una delle agevolazioni più discusse degli ultimi anni è certamente il Superbonus, che nel 2025 subisce un’ulteriore trasformazione ma resta comunque attivo. L’aliquota di detrazione scende al 65%, in continuità con la riduzione iniziata già nel 2024 (quando era al 70%) e molto distante dal 110% originario. Per accedere al beneficio è ancora richiesto un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio pari ad almeno due classi o, qualora ciò non sia tecnicamente possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta compatibile con l’immobile. Gli interventi ammessi comprendono l’isolamento termico dell’involucro edilizio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e gli interventi antisismici.
La fruizione del Superbonus avviene attraverso la detrazione IRPEF spalmata in dieci anni. Rimangono praticabili, ma con limitazioni più stringenti, la cessione del credito e lo sconto in fattura: queste opzioni sono oggi subordinate alla verifica della congruità delle spese e all’obbligo che l’impresa esecutrice, nei casi di lavori superiori a 516.000 euro, sia in possesso della certificazione SOA.
Accanto al Superbonus, anche altri incentivi fiscali sono stati riconfermati per il 2025. Tra questi, il Bonus Ristrutturazioni continua a garantire una detrazione del 50% per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su edifici residenziali, con un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per ogni unità immobiliare. Questa misura resta valida fino alla fine dell’anno.
Non è invece stato prorogato il Bonus Facciate, che esce di scena nel 2025. I professionisti sono pertanto invitati a valutare altre forme di incentivo, come l’Ecobonus o lo stesso Bonus Ristrutturazioni, per quegli interventi che un tempo rientravano nel perimetro del beneficio oggi scaduto.
L’Ecobonus tradizionale resta in vigore con aliquote di detrazione comprese tra il 50% e il 65%, a seconda della tipologia di intervento. Rientrano in questa agevolazione, ad esempio, la sostituzione di infissi, l’installazione di sistemi di coibentazione, l’acquisto di caldaie a condensazione (solo se inserite in sistemi ibridi) e la posa di pannelli solari. Va però evidenziata una novità rilevante per il 2025: sono esclusi dal beneficio gli impianti alimentati esclusivamente a gas o ad altri combustibili fossili. Una scelta, questa, che si inserisce nel percorso di attuazione della Direttiva EPBD IV dell’Unione Europea e che segna un ulteriore passo verso la decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
Tra le misure confermate c’è anche il cosiddetto Bonus Verde, che consente una detrazione del 36% per spese relative alla sistemazione a verde di aree scoperte private, inclusi giardini, terrazze, coperture verdi e impianti di irrigazione. Il limite massimo di spesa previsto è di 5.000 euro per ogni unità abitativa e l’incentivo rimane disponibile fino al 31 dicembre 2025.
Una novità significativa del 2025 riguarda invece l’edilizia residenziale pubblica e i nuclei familiari economicamente fragili. È stato istituito un Fondo Nazionale per l’Efficientamento dell’ERP, pensato per sostenere interventi di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico e installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il fondo prevede un contributo fino al 65% a fondo perduto, con la possibilità di cofinanziamento del restante 35% grazie a garanzie pubbliche fornite da SACE e dalla Cassa Depositi e Prestiti. Si tratta di un’opportunità particolarmente importante per i tecnici che operano in collaborazione con enti locali, cooperative edilizie o privati in contesti di vulnerabilità sociale.
Il 2025 si presenta, quindi, come un anno di transizione. La capacità di combinare in modo strategico le diverse misure disponibili sarà ciò a cui saranno chiamati i professionisti del settore edilizio. In un contesto che guarda sempre più alla sostenibilità ambientale, alla resilienza e all’efficienza energetica, costruire progetti accessibili e conformi agli standard europei sarà non solo un obiettivo tecnico, ma anche un impegno di responsabilità collettiva.
