EDILTRULLI

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Cosa hanno di particolare le pietre pugliesi tanto da essere diventate uno dei simboli dell’architettura del nostro territorio?

La pietra pugliese ha origini antichissime che potremmo tracciare a partire dal paleolitico, con le cave di selce del Gargano, fino al barocco e alla pietra leccese.

Ma è soprattutto in ambito rurale che la pietra calcarea pugliese ha trovato il suo maggior utilizzo, muretti a secco, trulli, masserie fino ad arrivare alle costruzioni più moderne che vedono l’uso della pietra come elemento estetico e caratterizzante.

I muretti a secco caratterizzano il territorio dal Gargano alla penisola Salentina costeggiando le strade e delimitando terreni. I trulli, invece, sono concentrati prevalentemente nella zona dell’alto Salento e della Valle d’Itria. La massiccia presenza di trulli è dovuta proprio alla numerosità delle formazioni calcaree in questi territori. Anticamente le pietre utilizzate per la costruzione dei trulli erano quelle che si trovavano sul luogo o nei territori limitrofi e si trattava prevalentemente di pietre calcaree semidure. Si chiamano, in base allo spessore, chianche o chiancarelle (quelle più sottili) e sono lastre di pietra calcarea. Questo nome identifica sia il pavimento in pietra calcarea pugliese, che le lastre di copertura delle volte coniche (o chiancole, chiancarelle) che ne garantiscono l’impermeabilità.

Va da sé che l’utilizzo della pietra, soprattutto in epoca moderna, è impreziosita e valorizzata dalle tecniche di costruzione che utilizza i metodi tradizionali di recupero e ristrutturazione. Uno dei metodi utilizzati, ad esempio quando la struttura cono ha ancora le sue pietre originarie, è quello che vede lo smontaggio di piccoli pezzi di cono rimuovendo manualmente il legante tra conci e i laterizi, recuperando i pezzi anche numerandoli e rimontando poi nuovamente le pietre, rilavorandole dove necessario e ricostruendo la zona danneggiata con i materiali rimossi. Con questa tecnica si garantisce la conservazione di forma e dimensioni originarie.

Se invece le chiancarelle risultano particolarmente danneggiate o assenti, si procede allo smontaggio della struttura e al successivo recupero delle chiancarelle esistenti e alla lavorazione di nuove per poi passare al rimontaggio.

Questa descrizione rende l’idea di quanto il lavoro artigianale, tradizionale e di recupero sia necessario per un risultato peculiare e di pregio. Va da sé che il metodo tradizionale sia faticoso e duro, ma è proprio questo che fa sì che il risultato della lavorazione della pietra sia originale ed eterno.